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Mostra Photo Grant Deloitte 2026

Andremo a vedere i vincitori, o sarebbe meglio dire le vincitrici, di uno dei più prestigiosi premi fotografici internazionali, foto bellissime che lasciano sospesi tra lo sgomento e la meditazione. Se l’evento è soldout scrivetemi e aggiungo posti. Il tema di quest'anno era Proximities, e i fotografi sono stati chiamati a indagare le relazioni, le connessioni e le esclusioni che caratterizzano la contemporaneità. Sviluppato a partire dal 2014, Numb State di Maria Turchenkova, la vincitrice della categoria "Segnalazioni", è un viaggio attraverso i paesaggi della Russia per indagare la persistenza della sua storia di violenza. Realizzato nel corso di anni di lavoro sul campo, il progetto fotografico esplora la continuità tra le pratiche politiche dell’era sovietica e quelle della Russia contemporanea, oggi segnata dalla guerra in Ucraina. Da giovane fotografa, Maria ha iniziato a documentare il ritorno dell’autoritarismo e delle ideologie imperialiste, nelle strade di Mosca, nel Caucaso e in Ucraina a partire dal 2014. Il 2022 ha segnato un ulteriore punto di svolta: la guerra su vasta scala contro l’Ucraina e l’intensificarsi della repressione delle voci dissidenti hanno trasformato profondamente lo spazio pubblico e la vita quotidiana. In questo contesto, secondo Turchenkova, molti russi hanno sviluppato meccanismi di sopravvivenza già presenti durante la tirannia sovietica: apatia, paralisi politica e conformismo di fronte alla propaganda. L’intorpidimento diventa così una risposta alla violenza di Stato, una forma di ritiro dall’azione e dalla capacità di interrogarsi e resistere. È questa condizione latente che Numb State cerca di rendere percepibile. Il progetto fotografico Go Live di Atefe Moeini , vincitrice della categoria "Open call" nel 2025 nasce da un’esperienza biografica dell’artista: nel 2018 è stata arrestata dalla polizia morale a Teheran per aver indossato jeans strappati, un foulard rosso e un cappotto lungo. Questo evento è stato l’inizio di Go Live, lavoro fotografico ancora in corso, incentrato sulle vite delle donne iraniane, la cui presenza nello spazio pubblico è costantemente sorvegliata, giudicata e punita. Moeini ritrae donne che, come lei, sono state arrestate o ammonite per il loro abbigliamento, chiedendo loro di indossare proprio quegli abiti incriminati. Alcune mostrano il volto, altre scelgono l’anonimato: insieme, danno forma a una ribellione silenziosa, una memoria visiva di resistenza, orgoglio e sopravvivenza. Ayllu (famiglia in Quechua), Il progetto di Angela Ponce, vincitrice di un Photo Grant, affonda le sue radici nella realtà del Perù contemporaneo, dove ogni anno circa 120.000 giovani migrano dalle aree rurali verso i centri urbani. Un esodo storico che oggi accelera drasticamente a causa delle disuguaglianze e dei danni del cambiamento climatico, che minacciano l’agricoltura e l’allevamento andini. Con AYLLU (famiglia in lingua Quechua), l’autrice intende esplorare la trasformazione dei sistemi sociali e relazionali nelle comunità ad alta quota di Phinaya e Qiqo a Cusco. Dove la connettività è precaria, i dispositivi elettronici diventano veri e propri cordoni ombelicali: genitori e nonni si spingono sulle montagne alla ricerca di segnale per effettuare videochiamate ai propri figli e alimentare i telefoni con pannelli solari nelle abitazioni tradizionali. Dopo la mostra faremo una passeggiata nel parco e andremo a goderci un aperitivo.