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Mostra su Oriana Fallaci, grande giornalista del Novecento.

Oriana Fallaci è stata una delle grandi giornaliste del Novecento, toscana come Montanelli, e a differenza del concittadino, donna passionale e viscerale, tanto nella professione come nella narrativa. Ora una mostra ne celebra la vita a venti anni dalla morte. L'intrepida fiorentina è stata maestra di lingua e giornalismo per le generazioni a lui prossime, con libri come "Penelope alla guerra", "Un uomo", che narrava la vita e la morte e la storia d'amore con Alekos Panagulis, uomo politico greco all'epoca della dittatura dei colonnelli; "Un bambino mai nato", straziante colloquio con le vite portate in grembo e mai portate alle luce; "Intervista con la storia", dialoghi da pari a pari con i grandi della terra, da Henry Kissinger, a Indira Gandhi, a Giulio Andreotti, a Reza Pahlavi, senza ombra di timore o reverenza. Una maestra di domande affilate come accette. La donna che osò togliersi il velo davanti all'imam Khomeini. Un'inviata potente e temuta, che ha seguito la guerra civile in Libano traendone spunto per il celebrato romanzo Inshallah. Dopo di allora, malata di tumore, ha ripreso la penna solo per pubblicare dopo il 2001 libri con una posizione fortemente critica verso l'Islam come “La rabbia e l'orgoglio” che hanno avuto un forte impatto sull'opinione pubblica, e altri di tono autobiografico. E' morta nel 2006, ma la sua lezione è sempre viva. Il prezzo del biglietto è variabile dai quindici euro in giù secondo le varie riduzioni. Dopo la mostra, per chi vorrà andremo in un ristorante cinese verace ma molto buono a poca distanza.